Studio Legale
Avvocato Bertazzi
                      

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L'attività volta a recuperare il credito si compone di una serie di fasi che possono essere così sintetizzate:


  · visione esatta della situazione

· contatto con il debitore

· tentativo di recupero del credito extra giudiziale

· eventuale fase giudiziale

· eventuale fase esecutiva (ovvero prendere i soldi)
 



Il primo passo da fare è quello di avere un quadro chiaro della situazione:
Innanzitutto occorre essere certi della completezza circa la documentazione (contratti, corrispondenza, fatture, conteggi, valutazioni, stime, ecc...) attestante il credito, le ragioni su cui lo stesso si fonda, la sua entità.
Analoga importanza hanno eventuali testimoni nel caso in cui il vostro credito non risulti provato da documenti (in toto o in parte).
Altri elementi fondamentali sono: capire perché il debitore non paga (se è solo questione di cattiva volontà o se è effettivamente nell'impossibilità di farlo), se vi sono argomenti su cui far leva per convincerlo a pagare e (nel caso persista nel non volere pagare) se possiede eventuali beni su cui andare a soddisfarsi.


Il primo passo "formale" per recuperare quanto dovuto è scrivere una lettera raccomandata con la quale "mettere in mora il debitore" ovvero con la quale chiedere formalmente di essere pagati entro un certo tempo ed indicare chiaramente quanto è dovuto e perché.
Questa lettera è un documento importante i cui elementi minimi sono:
· la data in cui viene scritta.
· la causa del credito (ad es. un accordo/contratto che potrà risultare anche da documenti come scontrini, bolle, fatture ecc.);
· la data in cui è maturato il credito;
· l'entità della somma dovuta (incl. interessi di mora, spese legali);
· la specificazione di un termine (normalmente, almeno quindici giorni) che si concede al debitore per pagare e dopo il quale si potrà agire, legalmente, per la riscossione del credito.


Agire per il recupero del credito significa operare nel modo più concreto per entrare in possesso di tutta o di una buona parte del credito vantato. Questo significa che prima di tentare la via della causa in tribunale vi sono altre strade percorribili le quali possono dare soddisfazione in tempi ragionevoli.
Il ricorso al tribunale deve essere considerato, infatti, come l'ultima risorsa (salvi i casi in cui per ragioni di politica aziendale si intenda, attraverso l'azione legale, dare immediatamente un chiaro segnale al debitore ed un chiaro esempio al resto della clientela).
Nella fase della transazione è utile l'appoggio di un avvocato che sappia "colloquiare" con il debitore e "farlo ragionare".


Quando ogni tentativo di far pagare spontaneamente il debitore è fallito, non resta che il ricorso al tribunale. Il ricorso al tribunale mira ad ottenere un "titolo" (sentenza) con il quale potersi soddisfare sui beni del debitore. Per fare ciò occorrerà fare una "causa" oppure, in presenza di determinati requisiti, ottenere un "decreto ingiuntivo".
Spesso, ma non sempre, il debitore quando viene citato in giudizio si decide a pagare. Infatti, il debitore sa che, a conclusione della causa (a volte anche prima, ovvero durante la causa), voi avrete in pugno un mezzo formidabile per ottenere soddisfazione: la cd. "esecuzione forzata", vale a dire un procedimento che vi permetterà di aggredire i beni del debitore (es.: l'automobile, la casa, somme di denaro ecc.) o, in determinati casi, i beni della sua società, per ottenere quanto vi spetta.